Romanzi erotici e racconti erotici di Abel Wakaam by RossoScarlatto
Abel Wakaam
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Genere erotico
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1° Foreign Affairs, incontri ravvicinati troppo pericolosi
Lara e Amedeo erano una coppia come tante, quarant'anni lui e trentasei lei, sposati, senza figli e una spiccata tendenza a curiosare nei risvolti oscuri della sessualità umana. Fino a quella maledetta sera si erano limitati a fugaci contatti su vari siti d'incontri, senza peraltro mai varcare la soglia dell'anonimato né tantomeno accettare qualsiasi forma di incontro.

Poi, come sempre quando si tratta di tentazione, si lasciarono intrigare da quello che sembrò un personaggio atipico che riuscì pian piano a conquistare la loro fiducia. Apparentemente non sembrò interessato ad un appuntamento. Si limitava a condividere fantasie, desideri, confidenze, senza mai oltrepassare il sottile confine che lo avrebbe bruciato come tanti altri.

Anzi, ad un certo punto entrambi si aspettavano qualcosa in più da lui e provarono a forzargli la mano. - Hai mai incontrato nessuno, come noi? - gli scrisse Amedeo.

- Sono un guardone! - confessò lo sconosciuto, che si era presentato come Silver - Il mio sfizio è spiare le coppie che si appartano per fare sesso in luoghi adibiti proprio per questa pratica.

- Esistono posti dove la gente va apposta per farsi guardare? - lo incalzò.

- Esistono sale cinematrografiche, parcheggi ed anche locali appositi, ma questi ultimi non li frequento. Sono una persona conosciuta, preferisco non espormi.

- Quindi cosa preferisci? - insistette Amedeo, spinto dalla moglie che dimostrava più intraprendenza.

- Lo so che potrebbe sembrare banale, - rispose Silver - ma il cinema è l'ambiente più sicuro per tutti. E' un luogo pubblico e permette di conoscersi senza rischiare.

- Un cinema di periferia a luci rosse? - digitò velocemente Lara, scalzando il marito dalla tastiera.

- No... una sala del centro, magari dove danno un film poco pubblicizzato.

- Tipo?

- Tipo Il Sale della Terra di Sebastiao Salgado, venerdì prossimo alle ventidue, nella sala G del Multisala.

Ecco, bastò quel misero dettaglio per accendere lo scompiglio. - Ci andresti? - domandò Amedeo.

- ...e tu mi ci porteresti? - rispose Lara, visibilmente agitata.

- Dipende da cosa ha in mente quell'uomo. - obiettò, facendosi serio.

- Cosa vuoi che faccia in una sala cinematografica del centro? E poi basta chiederglielo.

Quando, dopo qualche minuto, porsero il quesito a Silver, non era più online. La risposta arrivò il mattino successivo, di buon'ora, e si trasformò immediatamente in una stuzzicante tortura. - Per cominciare, - scrisse - prendo posto accanto al marito della coppia, affinché ogni gesto, ogni parola, abbia la giusta trasparenza. Il resto dipende da voi.

- E il resto dove può arrivare?

- In un cinema, - obiettò Silver - il resto è contenuto. Se mai ci sarà un seguito, fuori da quella sala, dipenderà dalla volontà di tutti noi.

Fu per quel suo modo calmo, logico e ponderato, che accettarono l'incontro e non ebbero alcun dubbio nemmeno quando li informò sui suoi gusti riguardo al vestiario: - ...una gonna, un vestito leggero, - spiegò - meglio se senza reggiseno. Gli slip li preferisco classici, di cotone, senza fronzoli.

Quando, la sera dell'appuntamento, si chiusero alle spalle la porta di casa, erano eccitati come ragazzini. Non erano affatto preoccupati dall'incontro, forse per la tranquillità del posto, o per la fiducia che quell'uomo era riuscito a infondere ad entrambi. Arrivarono nel parcheggio del Multisala con largo anticipo e furono tra i primi a presentarsi davanti alla biglietteria elettronica. Scelsero con calma i posti a sedere, assicurandosi di lasciare spazio a fianco ad ognuno e si incamminarono lungo il corridoio che permetteva l'ingresso in sala.

Si guardarono a lungo intorno senza focalizzare nessuno che potesse impersonare il misterioso sconosciuto e si accomodarono con la preoccupazione che finisse tutto in un grande bluff. Quando la proiezione ebbe inizio, gli spettatori non erano più di una cinquantina. Nessuno, né sulla loro fila né su quelle adiacenti. A dieci minuti dall'inizio, si ritrovarono ancora da soli.

- Come farà a trovarci? - domandò Lara.

- Gli ho mandato un messaggio con la nostra scelta dei posti, - rispose Amedeo - eravamo d'accordo così.

Ci volle oltre mezz'ora prima che una figura maschile si muovesse nell'orscurità. Al primo bagliore di luce, provocato da un fotogramma del film, scorse lentamente i posti e si sedette accanto ad Amedeo. Non disse nulla, non volse nemmeno lo sguardo, si limitò ad un respiro profondo e si mise comodo nella poltroncina. Dimostrava una cinquantina d'anni, forse qualcuno di più. Un taglio di capelli classico, più lungo di ciò che prevedeva la moda di quegli anni, una camicia a maniche corte, nessun orologio al polso ed un filo di barba. Passarono altri minuti interminabili prima che osasse qualsiasi azione. Poi prese dalla tasca lo smartphone e digitò velocemente: - Tua moglie è estremamente eccitata, - scrisse - lo si può notare dal segno pronunciato dei capezzoli che emergono dalla stoffa leggera del vestito. E' stata una buona scelta quella dei bottoni sul davanti, complimenti ad entrambi.

Amedeo rispose con lo stesso metodo: - Cosa dobbiamo fare?

- Conosco bene la trama di questo film, tra poco ci sarà una fase molto buia. Sbottonale il vestito dal basso, sollevale la gonna quanto basta che io possa intravedere gli slip e infilale una mano tra le gambe.

Lara allungò lo sguardo verso il display del telefono e sussurrò con un filo di voce: - Ho deciso di non mettere gli slip.

- Perché? - le domandò Amedeo, allungando timidamente la mano tra le sue cosce.

- Perché mi eccitava di più così! - rispose, sprofondando nel sedile per allargare meglio le gambe.

Silver rimise il cellulare in tasca e con la coda dell'occhio seguì i dettagli della scena. Dopo qualche istante di buio, il film si animò di scene molto luminose. Amedeo ebbe un sussulto, ma subito fu invitato a continuare. - Le dita... - gli ordinò con voce sicura - voglio vedere le dita dentro. Così non puoi farcela, usa l'altra mano.

Appena si sentì penetrare, Lara ebbe un sussulto: - Fai piano, - ansimò - non sono in grado di resistere a lungo in questa situazione.... sono già un lago.

Fu allora che lo sconosciuto allungò il braccio dietro la spalliera della poltroncina, fino ad arrivare alla nuca della donna. Senza preavviso, l'afferrò per i capelli e la sentì fremere in modo crescente. - Posso avere il permesso di sedere accanto alla tua donna? - domandò.

Amedeo, seppur a malincuore, annuì.

Silver si alzò con calma, uscì dalla fila e rientrò dalla parte opposta. Appena prese posto accanto a Lara, si sbottonò la patta dei calzoni e si rivolse ad entrambi: - Vi interessa sapere se ciò che vedo mi eccita?

Non fu facile formulare una risposta comune perché nessuno dei due ebbe il coraggio di affrontare l'altro per prendersi la responsabilità di un gesto che avrebbe cambiato drasticamente le regole del gioco. - Uno di voi lo deve fare. - continuò - altrimenti devo dedurre che il gioco sia andato troppo oltre e che sarebbe meglio finirlo qui.

Fu allora che Lara pose la destra sul polso del marito e aumentò la pressione tra le proprie cosce, poi allungò timidamente l'altra mano e la infilò tra i bottoni slacciati dell'uomo che le sedeva accanto. - Non tremare, - la esortò Silver - non tastare... impugnalo, stringilo.

La donna guardò con ansia il marito in cerca di un cenno di assenso. Amedeo sbuffò più volte dal naso e poi la liquidò con un: - Fai quello che ti senti di fare.

Appena lei affondò la mano tra i calzoni, incontrò il membro eretto, lo strinse con irruenza e mimò una sorta di masturbazione. Silver la lasciò fare per qualche secondo, poi l'arrestò con fermezza: - Per questa sera può bastare, - esclamò, mentre si riabbottonava la patta - se ci sarà un'altra volta, qui, nello stessa situazione, mi aspetto la tua bocca.

Si alzò, pronto ad andarsene, poi si chinò verso entrambi e buttò lì un'ulteriore provocazione: - A meno che vogliate continuare adesso.

Amedeo abbozzò immediatamente un cenno di diniego, aspettandosi che Lara facesse altrettanto. Lei non rispose, si trincerò dietro uno sguardo perso, accettando di fatto la decisione del marito. Quella sera non attesero la fine della proiezione, avevano entrambi bisogno di respirare aria fresca. Uscirono all'aperto e camminarono in silenzio fino all'auto.

- Se non ti avessi fermata, - le domandò Amedeo - avresti voluto continuare?

- Non lo so, - balbettò - ma se mi riporterai un'altra volta là dentro, nella stessa situazione, devi mettere in preventivo che potrei farlo.

- Questo è un modo per ribaltare la responsabilità, - la affrontò - vuoi spingermi a decidere per entrambi.

- Tesoro... - gli sussurrò, cercando di rimanere calma - lo sai vero che non sono una donna che riesce ad arrivare facilmente all'orgasmo? Ecco... questa sera sarebbe bastato poco di più e ti sarei scoppiata in mano.

- Stai scherzando?

- No maledizione! - sbottò - ma adesso torniamo a casa perché mi è rimasta addosso un'eccitazione che non ho mai provato.
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