Romanzi erotici e racconti erotici di Abel Wakaam by RossoScarlatto
Abel Wakaam
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Due gatte

E tu mi baci, voluttuosa, passionale, intrigante... e il sapore della tua lingua è terribilmente eccitante. Forse perché porta con sé il gusto di mille altri baci, pregni di umori indecenti e dolciastri.

E tu mi baci con enfasi, con sarcasmo, con le dita strette nei capelli perché io non possa abbassare lo sguardo.

Sospiri e mi baci mentre lei mi succhia, tenendomi per lo scroto. Lo massaggia col pollice, pian piano mentre con l'altra mano sorregge il glande... lo spreme verso le labbra calde e, avida, lo avvolge nel suo pulsare incostante.

Tu invece ancora mi baci... e mentre ti strusci sul mio corpo sudato, cerchi la conferma che lei sia lì, china tra le mia gambe, in ginocchio su quel letto che pare un sudario... tra le briciole di un tramezzino mangiato in fretta e un giocattolo di lattice appiccicoso di piacere già dato.

- Stronze... - mi vien da dire, ma la voce si impasta con la saliva che scende in gola e colgo un fremito, un gemito, un miagolio sommesso. Chissà dov'è ora la tua mano? Non accanto alle sue, la sentirei. La immagino sulla schiena inarcata che scorre lieve, in entrambi i sensi, lungo la spina dorsale.

- Quanti capelli... - sospiri, lasciandomi con le labbra schiuse, incantate da un ultimo frettoloso schiocco rubato. E' la risposta ai miei dubbi che subito vengono accontentati mentre ti strappi dal mio caldo, insistente abbraccio per scegliere la sua rosea pelle eccitata.

E la baci... prima su di una spalla, poi sulla guancia, liberandola dal rosso intenso della criniera. La baci e mi baci, lì dove sai che il piacere ribolle e incendia i pensieri sino a farne brace.

Ora posso vedervi, due gatte ribelli che giocano col topo ma so che, per quanto abbiate fame di me, sopravviverò anche alle vostre fusa.

No, ti prego... non lasciami solo tra le sue vibrisse, non mi abbandonare per i suoi glabri riccioli carnosi. Ti vedo sai... mentre affondi le dita dentro la polpa che trasuda desiderio e umori. Ti guardo sai... mentre pregusti il sapore denso del suo sesso che subito ti sboccia sulla bocca con un'esplosione di colori. C'è il rosa della femminilità e il rosso del piacere che pulsa sommesso. Che strano effetto vederti sospingere la lingua nel solco mentre cerchi il mio sguardo con aria furtiva.

E con lo stesso sguardo, solo un'ora prima, mi hai condotto nello stesso punto che ora stai divorando. E mai avrei creduto che volessi davvero vedere l'apice del mio glande sprofondare nel suo sesso fradicio. Eppure eri lì, così vicina affinché potessi percepire il tuo alito caldo che mi dava alla testa. Eri lì... a guidare la mia spinta, prima timida, poi infingarda. - Faglielo assaggiare... - mi par d'averti letto sulle labbra - fammi vedere come glielo infili dentro.

Diavoletto malefico... ricordo che sei stata tu a guidarmi, così come ho ancora in mente i tuoi occhi che apparivano e scomparivano ad ogni movimento, placato, dei miei fianchi. Ed io quasi timido, sorpreso, non sapevo se muovermi come il vento di primavera o divenire burrasca, non potevo certo immaginare quanto tu desiderassi spalancare le porte al primo uragano di stagione.

- Fottila! - Non so se lo hai detto oppure lo hai solo pensato, ma vederti succhiare con smania la sua calda esca pulsante mi ha ridato il coraggio di sprofondare.

E mi baci, adesso che siamo di nuovo soli, mi baci... poi ti fermi e mi guardi con la stessa smorfia che avevi mentre le scuotevo i fianchi... e le sue natiche polpose sobbalzavano al ritmo dei mie colpi. Mi baci di nuovo e poi mi guardi, mi dici quanto hai goduto nel vedermi stretto tra voi e ti meravigli di non aver sofferto.

Ti stupisci di avermi condiviso, di avermi dato ad un'altra con la consapevolezza di non avermi mai perso nemmeno per un solo istante.

E mi baci... come se non fosse mai accaduto e niente di tutto questo potesse mai segnarci.

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