|
Era la prima volta che ricevevo una proposta così bislacca.
Di solito le belle donne sono più interessate al mio
veleno piuttosto che alla mia penna e la sua insistenza mi
trovò impreparato.
- Non sono un insegnante, - replicai, allungando lo sguardo
nella sua procace scollatura - e non credo neppure di essere
in grado di trasformare una zucca in carrozza.
- Celeste non è una zucca vuota, - reagì
con impeto - ha solo bisogno di qualcuno che le indichi
la giusta strada per scrivere un...
- Ci sono più scrittori che lettori a questo mondo,
- la interruppi - e lei vuole che insegni a sua figlia la
difficile arte dell'erotismo d'autore? Non sarebbe meglio
che si interessasse alla musica, magari può prendere
lezioni di pianoforte... o qualsiasi altra cosa che risulterebbe
sicuramente meno imbarazzante per la propria famiglia!
- Prima di giudicarla dovrebbe leggere qualcuno dei suoi
scritti...
- E lei, signora Larousse, ha letto i miei libri prima
di venire da me?
- Tutti, - sorrise con aria strafottente - è per
questo che sono qui!
Mi sorprese, non lo nego, e prima ancora che potessi reagire,
mi tirò in disparte e assassinò il mio orgoglio
senza ritegno.
- Sa perché, pur scrivendo in modo assolutamente
originale e stuzzicante, non otterrà mai il successo
che si merita? - continuò - Perché è
un uomo... e i pensieri pruriginosi di un uomo non interessano
a nessuno. Se invece di chiamarsi Abel Wakaam si fosse chiamato
Celeste ed avesse scritto al femminile le medesime storie,
ora sarebbe sulla bocca di tutti.
- Preferirei essere nella bocca di tutte, - scherzai -
cosa le fa credere che io non stia bene così?
- Lo so cosa intende, lei usa la letteratura per stupire
le donne ed attirarle in quella dipendenza sessuale in cui
si trova perfettamente a proprio agio. Non gliene importa
niente né del denaro né del successo... diciamocelo
chiaramente, lei usa la rete e le storie che scrive solo
per scopare.
- Scopare è una definizione assolutamente inadatta
al mio modo di intendere il sesso, - replicai - non è
l'atto fisico che mi intriga ma tutto ciò che conduce
una donna verso la parte sporca dell'eros. Se lei ha letto
davvero i miei romanzi sa bene cosa intendo.
- Si... lo so cosa intende ed è questo il motivo
per cui voglio che insegni a mia figlia a riorganizzare
le sue fantasie.
- Non sono interessato a questo tipo di lavoro, mi da fastidio
persino l'idea di parlare di certe cose con una bambina.
- Celeste non è una bambina, ha vent'anni ed è
molto matura per la sua età.
- Ribadisco il mio rifiuto... non sono interessato alle
ragazzine, non trovo nulla di eccitante nel loro modo di
agire e di pensare.
- Nemmeno in quello delle loro madri? - rispose, slacciandosi
il primo bottone della camicetta.
- Se è un modo per cercare di farmi cambiare idea...
- Lo è! - mi interruppe bruscamente, infilandomi
in mano una busta - Se l'importo dell'assegno le sembra
insufficiente è perché si tratta soltanto
di un anticipo.
Se ne andò dimenando il suo bel sedere sotto la
gonna di lino, le gambe abbronzate... le caviglie sottili...
sapeva bene come incuriosirmi ed aveva trovato il modo migliore
per farlo. Ma chi era questa fantomatica Giada Larousse,
moglie di uno dei più facoltosi industriali della
Francia che conta, sbarcato nel nostro bel Paese per inondarci
del suo inimitabile profumo? Avevano preso casa sulla sponda
occidentale del lago di Como, un'antica villa strappata
alla concorrenza di un noto attore d'oltre oceano che fino
all'ultimo aveva giocato al rialzo. Insieme all'assegno,
nella busta trovai anche un biglietto di invito per il weekend
e una chiara indicazione su cosa mettere in valigia.
Avrei voluto rimandarle tutto indietro per dimostrale che
non posso essere comprato, ma quello stupido bottone slacciato
aveva lasciato un segno indelebile nella mia antica concezione
del dare per avere. Si, è vero, sono troppo abituato
a interpretare i dettagli per rinunciare alla controprova,
è come se pretendessi la conferma ad ogni mia intuizione
per gongolarmi nell'antica arte del "io sono il migliore".
Carattere... sono solito dire che in un uomo ci vuole carattere,
unica arma vincente contro le avversità di questa
vita.
E' col solito piglio del guerriero indomito che varcai
il cancello in ferro battuto della villa, parcheggiai l'auto
sotto la tettoia ricoperta dalla vite selvatica e mi fermai
sulla terrazza per vedere quell'azzurra distesa d'acqua
immobile che il grande Lucas aveva voluto immortalare nella
saga di Guerre Stellari. Per quelli come me che ci vivono
accanto, il lago è solo uno specchio del cielo che
si perde all'infinito, diamo per scontato che sia lì
da sempre e non riusciamo a valorizzarlo con la giusta enfasi.
- Agli Americani piace questo posto perché sembra
una favola senza tempo, - mi accolse Giada, raggiungendomi
nell'ampio cortile erboso - sono troppo abituati alla loro
società tecnologica e impazziscono negli stretti
vicoli di questi borghi antichi. Per loro il vecchio è
da abbattere, sembra che lo spazio sia più prezioso
dei ricordi.
Vestiva di bianco, un abito trasparente come la carta velina
di un aquilone, disegnato sul suo flessuoso corpo di donna
che sussultava ad ogni passo come se volesse esplodere al
mio sguardo. Se avessi dovuto interpretare le sue intenzioni
da quell'abito, non ci sarebbe stato limite alla lussuria.
Portava i capelli raccolti sulla nuca, sciolse il nastro
con un abile tocco delle dita e subito si rafforzò
la mia convinzione che l'insegnamento di Celeste non fosse
il vero motivo dell'invito.
|