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| Questo romanzo è la |
| continuazione di Inquisitio |
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Il viaggio in Scozia mi aveva lasciato nel sangue una strana
malattia. Per quanto provassi a rientrare nella normalità,
niente sembrava più come prima. Vivevo al rallentatore,
immerso in uno strano torpore che riportava la mente
all'Inquisizione, come se quelle immagini così forti,
cruenti, eccitanti... avessero bisogno di tempo per essere
decodificate.
Mi svegliavo in piena notte nel buio dell'arena, ero
disteso accanto a Shila e restavo immobile a guardarla
mentre Markus si muoveva sopra di lei, agitando i fianchi
con energia. Le forme sensuali erano schiacciate al suolo
dal corpo opulento del carnefice che premeva con le grosse
natiche sopra il seno, ondeggiando in avanti col bacino.
Lo scroto peloso le strusciava sul collo sudato, batteva
contro al mento al ritmo dei tamburi e le labbra... le
labbra... si serravano attorno al glande schiumoso con
bramosia inaudita. Un'occhiata ai clerici che si muovevano
a capo chino tra le gambe della strega, parevano cani
affamati in attesa che il loro padrone si ingozzasse delle
carni della preda sino a morirne soffocato, per poi affondare
i denti nelle ferite.
Non c'era modo di liberarmi di quell'incubo, ben presto
mi rinchiusi in un mondo fatto di ombre e pensieri truci,
trascurando le amicizie, le donne, il sesso e quant'altro
non fosse strettamente legato alle pratiche sadomaso.
Cominciai a frequentare i club più osceni, rincorrendo
emozioni che sembravano inaccessibili, finché in
un locale di Firenze fui avvicinato da un uomo dall'aria
misteriosa che mi chiamò in disparte. - Noi ci
conosciamo, - esordì - abbiamo bevuto del buon
whisky in una notte di Tregenda.
- Non sono un grande bevitore, - risposi, mantenendomi
sulla difensiva - cosa ti fa credere che sia proprio io
la persona a cui ti riferisci?
- Mi chiamo Archibald Beker, sono un medico chirurgo
- uscì subito allo scoperto - non dovrebbe esserti
difficile accostare il mio nome ad un fatto che ti ha
segnato la vita.
- Archiboldo... - gli sussurrai all'orecchio, abbracciandolo
come un vecchio amico - come sei arrivato sino a me?
- Ho visitato una strega dopo una notte di eccessi e
non ho potuto fare a meno di riconoscere la signora McKey.
Tu eri suo ospite alla Torre e James era sugli spalti
del Castello... pur non volendo indagare, la verità
mi si è gettata tra le braccia!
- Come sta Shila?
- Ha qualche acciacco fisico, ma niente di importante
- si fece serio - quel che mi preoccupa è il danno
psicologico. Mi chiedo come potrà mai tornare alla
normalità della vita dopo una simile esperienza.
- E' quel che sto passando anch'io, - confessai - è
come se fossi precipitato dentro un baratro e non avessi
più la forza di guardare in alto.
- E' un male che ci accomuna, - ammise - ed è
più diffuso di quanto tu possa immaginare.
- Anche qui... da noi?
- Un'insana abitudine che ha contagiato tutte le fasce
sociali, sembra che ci sia una rincorsa al dolore come
fonte cristallina di piacere. La gente ormai ha provato
tutto, è abituata al benessere ed agli eccessi,
le pratiche sadomaso rappresentano la nuova frontiera
dell'ignoto.
- Tu sei un medico, - lo incalzai - cosa ti ha portato
su questa strada?
- Fui chiamato d'urgenza per estrarre un oggetto improprio
da una signora troppo in vista per rivolgersi al Pronto
Soccorso. Avrei dovuto denunciare il fatto, ma una lauta
mancia mise a tacere la mia coscienza. La discrezione
mi aprì la strada verso un mondo che non conoscevo,
in breve tempo ne fui inghiottito e rimasi prigioniero.
Il resto lo puoi immaginare... hai visto qual è
stato il mio ruolo nell'Inquisizione scozzese.
Parlammo per ore ed alla fine ci ritrovammo amici, legati
da un segreto che non ci dava pace. Archibald era al club
perché in una stanza appartata qualcuno avrebbe
giocato con corde e fruste: - ...la solita orgia di dilettanti,
- sorrise - niente a che vedere con quello che accade
in qualche casolare dei dintorni.
Quella sera non volle rivelarmi i particolari della sua
illazione, ma mi invitò a visitare il museo delle
torture di San Giminiano, lasciandomi intendere che avrei
trovato molte risposte alla mia innata curiosità.
- Il sabato mattina è il giorno migliore, - si
accomiatò - se ci vai, fammelo sapere!