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Il pareo ondeggiava al vento, candido, trasparente, etereo.
Scivolava sulla pelle come una carezza, a volte innocente,
a volte audace. E nel suo fresco abbraccio ondeggiava Charlotte.
La sua figura sensuale appariva a tratti tra i cespugli
di mirto in fiore. A volte riuscivo a scorgere solo i capelli
chiari, annodati nella lunga treccia, adornata da
un nastro rosso.
Quando voltò il capo nella mia direzione, pensai di essere
stato tradito dal riflesso delle lenti di quel maledetto
cannocchiale, acquistato per due soldi e sfuocato
al punto da far sembrare un fantasma persino la signora
più chiacchierata del momento. In quei giorni il paese era
diviso tra innocentisti e colpevolisti, nessuno si chiamava
fuori dall'emettere il proprio verdetto, e naturalmente
tutti erano depositari della verità assoluta.
Per me era diverso, fino a qualche ora prima non sapevo
nemmeno chi fossero i Kennet, ma ora la curiosità non mi
dava pace, ed il fascino di quella donna mi aveva totalmente
ammaliato. - Certi ricchi sono strani... - mi aveva spiegato
la signora Aretha, consegnandomi le chiavi della villa -
non si accontentano dei soldi, puntano al potere!
- Denaro e potere sono una sola cosa, - avevo sorriso -
vivono nella stessa casa anche se in stanze separate.
- E poi, non sazi, pensano alle schifezze...
In quella semplice frase erano condensate tutte le dicerie
della gente, quel detto e non detto che stuzzicava il mio
interesse per l'intera vicenda, fino ad arrivare al punto
di spiare la mia sensuale vicina.
Riuscivo a controllare la proprietà dei Kennet soltanto
da un punto esposto della scarpata, una specie di balcone
di roccia che sporgeva dalla boscaglia. Dovevo strisciare
tra i rovi per non farmi scoprire e poi restare sdraiato
scomodamente tra i sassi... ma ne valeva la pena. Da lì
riuscivo ad infiltrare lo sguardo fin dentro le finestre
della villa ed aspettavo di cogliere l'attimo fuggente in
cui la signora, sicura di non essere vista, si sarebbe lasciata
andare a qualche libertà proibita.
E invece no, Charlotte si aggirava nei pressi della piscina
con un libro in mano, ne leggeva qualche pagina e poi si
rintanava tra gli alberi, dove io non riuscivo a vederla.
Ben diversa era l'attività dei Kennet al tramonto, quando
il patio si arricchiva di luci e colori, di fiori e di ogni
ben di dio, in attesa dell'immancabile festa.
Davanti al cancello d'ingresso erano assiepati i fotografi,
pronti ad immortalare gli ospiti in arrivo, chissà cosa
avrebbero pagato per disporre del mio punto di avvistamento
sulla villa, un privilegio per pochi eletti. Fu ad uno di
loro che proposi l'affare. All'inizio Marcel credeva che
scherzassi, ma appena si rese conto della grande opportunità
che gli stavo offrendo, non si lasciò scappare l'occasione.
- In cambio voglio informazioni di prima mano, - lo affrontai
- qualcosa che vada oltre le dicerie della gente.
- Tutto quello che vuoi, - rispose il fotografo - sono
due anni che le sto alle calcagna!
- Allora comincia dall'inizio, - lo incalzai, conducendolo
verso il picco roccioso - io, purtroppo, non so nulla dei
Kennet e dei vizi della signora.
Marcel sorrise, accarezzando l'obbiettivo della sua Nikon:
- Charlotte è sempre scampata miracolosamente al gossip,
- spiegò - su di lei si sono sempre fatte illazioni di ogni
genere senza avere il conforto dei fatti... finché fu beccata
dalla Polizia messicana all'aeroporto di Cancun insieme
a Estrella Sainz.
- Una vacanza tra donne?
- Apparentemente si, e fin qui niente di trascendentale,
ma le due belle donne in abiti succinti attirarono l'attenzione
dei poliziotti che decisero di fermarle per un controllo.
Estrella è molto conosciuta in America latina, come modella,
ma anche per i suoi stravaganti gusti sessuali. Pur di ottenere
qualche autografo, finsero di controllare il bagaglio a
mano e ciò che ne uscì lasciò tutti senza fiato.
- Droga? - domandai incuriosito dalla sua espressione infingarda.
- No... - rise - in entrambe le borse c'erano "oggetti
personali di uso sessuale". Questa è l'esatta traduzione
degli articoli che ne seguirono. La Polizia ci sarebbe sicuramente
passata sopra, ma la reazione delle due donne fu assolutamente
spropositata, tanto da richiamare l'attenzione della gente,
nonché di un mio collega messicano che immortalò parte della
scena. I giornali scandalistici pubblicarono la fotografia
in copertina, i titoli furono tutti per Estrella perché
di Charlotte nessuno sapeva niente, fu bollata semplicemente
come amante della Sainz e di lei si persero le tracce.
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