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C'è un tempo per l'amore e uno per la trasgressione.
La nostra alchimia si regge sulla capacità di intrecciarne
gli opposti capi, così da renderli complici e partecipi...
ma allo stesso tempo indissolubili.
Quando si frequenta una comunità online che tratta il tema
scottante della sessualità e dell'erotismo, ci si ritrova
spesso a fantasticare sull'immaginario erotico delle persone
che si incontrano, chiedendosi quanto sia simile al nostro.
E' così che il gioco comincia, tra un frettoloso saluto
in chat e un messaggio privato che sfiora l'approccio, accendendo
prima la curiosità e poi la tentazione. Di solito ci si
mostra titubanti, riservati, sospettosi, ma in alcune circostanze
un pensiero audace si fa largo nella mente, stuzzicando
la parte più oscura dei pensieri.
Accade quando ci si rende conto che, dalla parte buia di
quel filo effimero che ci lega, si muovono due ombre simili
alle nostre, titubanti a mostrarsi ma consapevoli di ondeggiare
all'unisono. E' allora che ci si consulta, è allora che
si cerca la risposta dentro noi stessi e, al primo cenno
d'intesa, ci si perde in mille fantasie.
E così accadde anche in quel giorno piovoso di fine estate,
quando una sola frase, apparentemente insignificante, trafisse
il muro di difesa che di solito alziamo verso gli estranei.
Arrivò dopo un interminabile avvicinamento, fatto di complimenti
e di riflessioni ma, più che le parole, furono le due immagini,
apparse finalmente nei loro profili personali. - Abbiamo
scelto di mostrarci perché vogliamo giocare alla pari, -
fu il laconico commento - ma nessuno dei due può fare a
meno dell'altro!
Dicono tutti così, ma poi i maschietti cercano un approccio
separato perché sono più portati a prendere... e meno a
condividere. Invece loro non chiesero mai il nostro indirizzo
personale, non provarono in alcun modo a stabilire contatti
diretti, relegando ai messaggi interni della Community il
compito di mantenere i rapporti.
La nostra proverbiale cautela svanì quando, per primi,
ci fornirono un numero di cellulare con cui potevamo verificare
la reale consistenza di due identità separate e, dopo una
rapida consultazione vocale, ci ritrovammo a comunicare
di nuovo tramite la messaggeria del sito. Da lì ad un invito
nella nostra chat privata il passo fu molto breve. Li avvertimmo
della presenza di alcune fotografie glamour piuttosto intime
e, sin dai primi istanti del loro arrivo, fummo elettrizzati
dall'atmosfera intrigante che si stava creando.
Mi eccitava l'idea che potessero vedere quelle pose sensuali
che fino ad allora erano state una mia esclusiva. E' come
se, di colpo, gli avessi permesso di sbirciare dentro i
nostri segreti, e immaginai i loro occhi golosi che scivolavano
lungo la schiena nuda del mio perduto amore, soffermandosi
dove le ombre scure segnavano il confine tra l'inferno della
tentazione e il paradiso dei sensi.
Non fu facile districarsi tra il timore di osare troppo
e la paura di apparire imbranati, eppure tutto ci apparve
così semplice, così naturale, tanto da chiederci se eravamo
davvero noi a scrivere senza patemi quali fossero le nostre
aspettative e i nostri limiti. E nello stesso tempo, Konrad
e Nikole si sciolsero senza inibizioni fino ad arrivare
a raccontarci alcuni dei loro desideri inesauditi. Come
noi... esattamente come noi... eleganti ed educati, esibizionisti
e guardoni, consapevoli di arrestare il gioco un passo prima
di andare troppo oltre in quella terra di mezzo dov'è facile
scivolare verso il fondo del precipizio.
E tu, amore mio, trovasti il coraggio di chiedere quanto
di vero ci fosse nella bisessualità di Nikole, come a voler
dichiarare il tuo passato senza remore, senza vergogna alcuna.
Si... mi piace pensare che tu abbia saputo amare una donna
e ancora più soddisfazione mi da la consapevolezza di averti
strappato dalle sue gambe ed averti convertita, se mai ce
ne fosse stato bisogno, all'irruenza del mio sesso senza
inibizioni. E' da allora che sono completamente pazzo di
te e adoro sentirti parlare da lesbica perché so quanto
vali adesso e con quanta foga appaghi le mie voglie.
Forse fu per questo che accettammo il loro invito, per
dimostrare quanto siamo follemente innamorati uno dell'altra,
più che per verificare quanto fosse reale il fascino misterioso
di quei due sconosciuti.
Appuntamento in capo al mondo, un viaggio in treno deciso
dai nostri sconosicuti amici, ed al momento di oltrepassare
il confine svizzero, ci ritrovammo a ridere come due ragazzini
alle prime armi. - E se le fotografie fossero false? - mi
dicesti - Se ci ritrovassimo davanti due vecchietti con
la dentiera?
Erano lì da qualche parte, in uno degli scompartimenti
adiacenti al nostro, curiosi e preoccupati allo stesso modo,
ma col vantaggio di poter decidere se mostrarsi oppure no.
- E se fossero quei due che si tengono per mano? - mi sussurrasti
all'orecchio.
- No, Nikole dalla fotografia è molto più tettona, e lui
è più magro, più atletico... anche troppo!
- Non fare il geloso, io non amo che te!
- Non sono geloso, - mentii - solo un po' possessivo...
Konrad è più giovane di dicei anni e sembra
un bagnino di Baywatch.
- Scemo... io ti amo per quel che sei!
- Questo lo so, tu sei la prima donna che mi abbia amato
per ciò che ho dentro, ma di fronte ad un gran figo lo so
bene che ti tremano le gambe.
Ancora stavamo discutendo dei nostri timori quando una
voce da dietro ci chiamò per nome, proprio nel momento in
cui ti stavo chiamando "lesbicaccia" e rivangavo
il tuo passato ingarbugliato.
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