Abel Wakaam
di
Rossoscarlatto
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- Cominciamo con il nome: uno pseudonimo esotico o la testimonianza delle tue origini non proprio italiane?
"Abel Wakaam" è un nome che ho inventato per il protagonista del mio secondo libro, "Il Giardino del Mago".
Deriva dalle sonorità esotiche di uno scioglilingua nel dialetto della valle in cui vivo:
"du ò indui du aqua du ona" il cui incredibile significato è "due uova sode nell'acqua dell'Olona".
Così quel "du aqua" si è trasformato in Wakaam e l'unico nome che ben si accostava
era Abel.
Quando arrivai sulla rete, sentii il bisogno di immedesimarmi in qualcosa di unico
senza scimmiottare nessun altro, così adottai questo nome che ora è facilmente identificabile da ogni motore di ricerca.
- Come hai cominciato a scrivere?
Dici che "il fato si è accorto" di te: che cosa intendi?
Ho sempre scritto fin dalle elementari, i miei temi erano dei veri e propri poemi, ma l'avvento del computer mi ha aperto strade fino ad allora impensate, permettendomi di addentrarmi in racconti molto complessi.
Il fato si è accorto di me quando la mia barba ed i capelli sono diventati grigi, da allora
mi sono sentito forte, imbattibile... abbastanza saggio da vincere tutte le battaglie della vita.
Il destino a quel punto poteva solo essermi propizio.
- Quali sono le tue abitudini come scrittore? Come nascono, cioè, le tue
storie, i tuoi personaggi? E perché proprio racconti erotici?
Scrivo di tutto, non solo racconti erotici, ma anche storie come Thunder o Encanto,
dove l'avventura in Africa, il mistero o l'esoterismo si fondono in sensazioni contrastanti, forti, ma mai scontate. Tutta nasce da un'idea appena abbozzata, getto i personaggi nella mischia e l'arcano prende forma da solo, nascono i dialoghi, i caratteri, gli amore, le passioni... certamente sono riflessi della mia vita reale che si uniscono, si legano, fondendosi in un
unico sospiro.
- Com'è possibile per un uomo descrivere le emozioni, i pensieri e i sentimenti che una donna prova indeterminate situazioni - soprattutto, ma
non solo, erotico/sentimentali?
Quali sono le tue "fonti"? Ti ispiri a qualcuno in particolare?
Raccontare le emozioni di una donna significa averle vissute con lei, ma anche attraverso lunghe chiacchierate con ICQ o con interminabili scambi di mail, la mia fonte sono i pensieri oscuri che si tacciono agli amici ma che si raccontano ad uno sconosciuto, proprio perché non si rischia di essere giudicati. L'analogia di sogni diversi che conducono verso la stessa meta sono attendibili almeno quando la verità. E' importante ciò che si vorrebbe
realizzare... non importa se poi non ci si riesce.
- Credi che ciò che scrivi rappresenti veramente "una" realtà, oppure che
possa costituire la possibilità di evadere "la" realtà, che è molto più
grigia e povera di emozioni?
La realtà è frutto della nostra fantasia, in pratica cerchiamo di realizzare i nostri sogni applicandoli alla vita di tutti i giorni, e più i nostri desideri sono interessanti... più le emozioni prenderanno forza e colore.
- Credi esistano veramente donne simili ai tuoi personaggi?
Sì... esistono perché è da loro che traggo gli spunti per scrivere, e credo che siano molto più numerose di ciò che la logica lasci supporre. La rete le ha liberate dalla prigione dorata in cui i mariti le avevano costrette, e non è raro vederle girare in questo mondo virtuale vestite con guepiere e tacchi a spillo.
Si sentono protette al di là del filo, ma ben presto scoprono che il confine tra i due mondi è più sottile di quanto sembri, e non è raro vederle scavalcare di nascosto il muro che li separa.
- Dici di aver rinunciato a Bacco e Tabacco in favore di Venere, ma tu che cosa cerchi veramente in una donna"? ;-)
Deve essere simile a uno dei tuoi personaggi, o a uno in particolare?
"Mi piacciono le donne a cui piacciono le donne". Quando Adrian Kuy ha pronunciato questa frase nel mio ultimo romanzo in rete "La Schiava", parlava con la mia bocca e pensava con la mia testa. In fondo io scrivo nei libri i miei desideri e aspetto di ricreare la situazione per poterli realizzare.
In ogni racconto c'è un pezzetto di quella donna che vorrei incontrare, ma sono visioni fugaci che cambiano nel tempo e nel luogo, e attendono soltanto di avere un volto.
- Quando scrivi, pensi a lettori-uomini o a lettrici-donne?
Quali riscontri hai avuto da parte dei tuoi lettori?
Quando scrivo, lo faccio per me stesso! In quel momento sono un dio despota che può muovere i personaggi come pedine, io comando e loro obbediscono ciecamente, salvo essere esclusi per sempre dal gioco.
Il pubblico è prettamente femminile, (almeno quella parte che mi contatta per concedermi le proprie impressioni) ma confido che ci sia anche qualche maschietto, desideroso di attingere tra le righe per far bella figura :-)
Mi fa ancora un certo effetto sapere che qualche migliaio di lettori segue con trepidazione le storie che scrivo in diretta sul WEB!
- Dici di non sopportare la volgarità: qual è, in letteratura, il confine
fra erotismo e pornografia?
L'erotismo è cibo per la mente, si ferma nel momento stesso in cui i pensieri possono continuare da soli. In un'immagine di donna deve arrestarsi un millimetro prima di mostrare il colore della viva carne, in pratica è la stessa differenza che c'è con un uomo pronto ad essere trasformato in una statua che non può essere immortalato con il membro eretto.
- Dati alla mano, si rileva che la Rete sia usata soprattutto da chi
cerca sesso e pornografia. Secondo te, è legato al successo di questi,
chiamiamoli "argomenti" il rinnovato interesse per racconti e
letteratura erotica in Internet?
L'interesse per la letteratura erotica non si è mai attenuato, è quel pizzicore di cui sentiamo il bisogno per avere qualche oscuro segreto in cui rifugiarci, una piccola trasgressione a cui attingere per sentirci vivi.
E' un vezzo tipicamente femminile, un modo per trasgredire con la mente.
La donna ha bisogno di una scusa per concedersi davvero, invece in un racconto erotico può immedesimarsi nella protagonista e vivere le stesse intense emozioni, con desiderio di metterle in pratica con il dubbio che non possa mai accadere.
- Sei approdato nel Web da diversi anni, i tuoi libri sono disponibili in
versione e-book gratuita: che cosa pensi, in generale, del destino dei
libri con l'avvento delle nuove tecnologie?
Ben vengano le nuove tecnologie e tutto ciò che può far emergere scrittori e opere sconosciute, ma non credo che il piacere di sfogliare un libro possa essere superato tanto facilmente. Sono invece convinto che anche la rete abbia bisogno dei suoi miti, ed allo stesso modo occorre imparare a scrivere in modo diverso, sfruttando appieno la multimedialità del mezzo, e raccontando storie nate in questo mondo effimero.
L'E-Book può essere una della soluzioni, ma non l'unica.
Sto realizzando una libreria multimediale in cui i libri si sfogliano come siti, unendo musica, colori e rumori in un'unica sensazione per la mente... non è questo forse ciò che stiamo cercando?!
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