|
Tra
lo scrittore e l'antica Arbe fu amore a prima vista,
e ad essa s'ispirò per la stesura del "Giardino
del Mago" i cui riferimenti partono proprio dall'isola
che diede i natali all'Abate Marino, fondatore della
Repubblica omonima sul monte Titano. Lo aiuta nell'impresa
la sua amicizia con Boso, un vecchio pescatore di Lopar,
dalla cui memoria attinge la conoscenza per raccontare
un mondo che pareva perduto.
Conquistato dalla natura selvaggia e dalla storia millenaria
di questo spuntone di pietra gettato nell'azzurro intenso
del mare, ne diventa figlio illegittimo ed estimatore
assoluto, al punto da passare gran parte dell'estate
nella casa più alta del borgo, da cui si dominano
gli stretti vicoli di pietra che attraversano la città
vecchia. Arbe, conosciuta oggi col nome di Rab, appare
al visitatore come un poderoso veliero adagiato sulle
acque calme della laguna, con i suoi quattro campanili
che puntano verso il cielo in attesa di sorreggere le
candide vele.
Protetta da Krk a nord e da Pag e Losinj ad ovest,
offre le spalle al continente, verso cui si erge, massiccia
e imponente, la catena montuosa del Kamenjak che
ripara la città dai venti freddi invernali.
Non è inusuale incontrare
Abel Wakaam alla loggia, un colonnato aperto
sui tre lati, luogo in cui i notabili d'un tempo si
riunivano per decidere le leggi del paese. Rab, crocevia
d'incontro di popoli e razze diverse, è oggi
un'isola in cui il turismo può trovare le tracce
di tutti coloro che hanno calpestato, combattuto o dominato
questa terra in cui i pini nascono tra le rocce e scendono
sin dentro il mare, in un connubio di forze e contrasti
che il tempo ha saputo sapientemente amalgamare.
|