N° 22
4 giugno 2002

 

 

 

Intervista ad Abel Wakaam

il mago italiano della "web narrativa" erotica.

Scrivo i desideri inconfessabili

 

Si definisce "un egocentrico signore di provincia. Perlomeno sono sempre stato accusato di essere tale". E in effetti la sua vita di tutti i giorni è più o meno uguale a quella di altri milioni di cittadini italiani: tranquilli, lavoratori, buoni padri di famiglia, emeriti sconosciuti, mai finiti sotto le luci della ribalta. Ma quando cala la notte Abel Wakaam (uno pseudonimo con cui copre la rispettabilità della sua professione di tecnico e la sua privacy familiare) si trasforma da Dottor Jekyll in Mister Hyde e acquista una nuova personalità.

Quella di narratore di storie ad alto tasso erotico. Online. E, ogni notte, i suoi siti (www.abelwakaam.net e www.rossoscarlatto.net) vengono presi d'assalto da centinaia di lettori affamati di fantasie bollenti, speranzosi di trovare il seguito di quell'ultima avventura hard lasciata in sospeso... Già, perché Abel, ogni volta che scrive un capitolo nuovo immergendo la tastiera (e non più la penna) nella parte oscura di sè e dei suoi maliziosi confidenti, la dà in pasto al pubblico di Internet, mettendola subito online. Come avveniva con i feuilleton di una volta, pubblicati a puntate sui giornali. Solo che qui la scrittura è praticamente in diretta e i temi sono decisamente più scabrosi, intenzionalmente studiati per titillare la mente. E il corpo. Fatto sta che, da quando Abel ha iniziato questa sua esperienza narrativa (da cui sono scaturiti ormai una ventina di romanzi erotici), sono quasi 300mila i lettori che si sono virtualmente cibati delle sue e delle proprie (e vedremo il perché) fantasie. Ma la cosa più sorprendente è che la maggior parte dei suoi fan non sono maschi assatanati, ma, udite udite, donne. A detta di Abel, non meno assatanate... Ma con un gusto dell'eros più raffinato, mai volgare. Come quello che piace a lui.
La verità che tutti tacciono è che, come assicura Abel, "la rete ha liberato le donne dalla prigione dorata in cui i mariti le avevano costrette, e non è raro vederle girare in questo mondo virtuale vestite con guepière e tacchi a spillo".

Ma perché, Abel, ha deciso di scrivere romanzi erotici?

E' una sfida, l'erotismo è qualcosa che serve per ripetere all'infinito sempre lo stesso atto. Non neghiamocelo, in fondo il sesso è banale, viene ripetuto da migliaia di anni sempre allo stesso modo. Allora non rimane che cambiare la trama, la scena, tirare fuori dalla parte "sporca" di ognuno di noi quello che si nasconde, quello che ci stimola. Per un uomo e una donna che si incontrano sotto le lenzuola le cose che si possono fare sono comunque limitate, tecnicamente sono quelle e basta. Ma immaginiamo di poter inventare tutto da zero. Allora l'erotismo non è ciò che succede dopo, a letto, ma consiste nell'amplificare enormemente l'attesa, nel giocare sui dettagli, sui particolari eccitanti, nel convincere la donna a eseguire la trama che hai in mente. Ognuno di noi ha desideri inconfessabili, di cui spesso si vergogna. La sfida è riuscire a scriverli, a trovare la forma giusta per esprimerli e metterli nero su bianco. In modo del tutto originale.

E la decisione di mettere tutto su Internet da dove nasce?

Avevo bisogno di un pubblico, di un giudizio. Per capire se quello che stavo facendo aveva un valore per qualcuno.
Nessun critico si prende la briga di parlare del tuo libro se è solo un manoscritto. E poi, anche se riuscissi a pubblicare, quanta fatica dovrei fare per vendere mille copie di un mio libro! Invece, in due anni, sui miei siti e sui miei libri si sono fermate 300mila persone. Un risultato ottenuto senza spendere una lira in pubblicità o in costi di stampa.

E' cambiato qualcosa nel modo di scrivere storie erotiche rispetto al passato?

Qualche anno fa lo scrittore si fermava sulla soglia della camera da letto. Oggi ci entra. L'importante, adesso, è raccontare come se ne viene fuori.

Internet è in grado di alimentare anche la creatività erotica?

Senz'altro. Visto poi che sono soprattutto le donne a contattarmi, chattando con loro spesso sono riuscito a scoprire la parte oscura che si nasconde nella loro mente. E tutto ciò mi offre spesso lo spunto per nuove trame, nutre la mia ispirazione. Tant'è vero che ci sono persone che spesso si riconoscono nei miei personaggi "inventati", perché la mia fiction ha sempre un fondo di verità.

Qual è il segreto del personaggio Abel Wakaam?

Avere qualche cicatrice nel cuore e sulla pelle. Ma la particolarità di Abel è che è esattamente uguale a me: con l'esaltazione dei pregi e il parziale occultamento dei difetti. Perché in realtà nessuno può reggere un personaggio che non è il suo. Se sei egocentrico, come sono io, è difficile recitare a lungo la parte del timido.

E se provassimo per un attimo a immaginare un mondo improvvisamente senza Internet?

Impossibile: sarebbe la fine del mio personaggio. Per me oggi Internet è tutto, è la mia prima vita. Se dovessi scegliere, sceglierei di vivere lì. Dà più soddisfazione della vita reale. A ben guardare il virtuale non è certo meno reale del reale. Qual è la vera differenza tra una vita su Internet e una no? Che nel virtuale riusciamo a essere quello che vorremmo essere nel reale. Qui si può nascere mille volte, ma non si può morire. Per me è un modo fantastico di sfogare i propri desideri. Anzi, credo che se tutti imparassero a scrivere quello che passa loro per la testa avrebbero molto meno problemi, qui fuori. La scrittura ti dà un senso di onnipotenza incredibile, sei tu a decidere quello che avviene agli altri. Anche sotto le lenzuola. E poi vuoi mettere la bellezza di un erotismo scritto rispetto a quello per immagini? Spesso è più eccitante, perché lascia spazio alla tua immaginazione. Puoi scrivere anche la più grande porcata, ma se lo fai con classe, senza volgarità, cercando anche le motivazioni psicologiche che spingono a certe scelte, allora ti apprezzeranno.


Arianna Dagnino

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