Quella di
narratore di storie ad alto tasso erotico. Online. E, ogni notte, i suoi siti (www.abelwakaam.net e www.rossoscarlatto.net) vengono
presi d'assalto da centinaia di lettori affamati di fantasie bollenti, speranzosi di
trovare il seguito di quell'ultima avventura hard lasciata in sospeso... Già, perché
Abel, ogni volta che scrive un capitolo nuovo immergendo la tastiera (e non più la penna)
nella parte oscura di sè e dei suoi maliziosi confidenti, la dà in pasto al pubblico di
Internet, mettendola subito online. Come avveniva con i feuilleton di una volta,
pubblicati a puntate sui giornali. Solo che qui la scrittura è praticamente in diretta e
i temi sono decisamente più scabrosi, intenzionalmente studiati per titillare la mente. E
il corpo. Fatto sta che, da quando Abel ha iniziato questa sua esperienza narrativa (da
cui sono scaturiti ormai una ventina di romanzi erotici), sono quasi 300mila i lettori che
si sono virtualmente cibati delle sue e delle proprie (e vedremo il perché) fantasie. Ma
la cosa più sorprendente è che la maggior parte dei suoi fan non sono maschi assatanati,
ma, udite udite, donne. A detta di Abel, non meno assatanate... Ma con un gusto dell'eros
più raffinato, mai volgare. Come quello che piace a lui.
La verità che tutti tacciono è che, come assicura Abel, "la rete ha liberato le
donne dalla prigione dorata in cui i mariti le avevano costrette, e non è raro vederle
girare in questo mondo virtuale vestite con guepière e tacchi a spillo".
Ma perché, Abel, ha deciso di scrivere romanzi erotici?
E' una sfida, l'erotismo è qualcosa che serve per ripetere all'infinito sempre lo stesso
atto. Non neghiamocelo, in fondo il sesso è banale, viene ripetuto da migliaia di anni
sempre allo stesso modo. Allora non rimane che cambiare la trama, la scena, tirare fuori
dalla parte "sporca" di ognuno di noi quello che si nasconde, quello che ci
stimola. Per un uomo e una donna che si incontrano sotto le lenzuola le cose che si
possono fare sono comunque limitate, tecnicamente sono quelle e basta. Ma immaginiamo di
poter inventare tutto da zero. Allora l'erotismo non è ciò che succede dopo, a letto, ma
consiste nell'amplificare enormemente l'attesa, nel giocare sui dettagli, sui particolari
eccitanti, nel convincere la donna a eseguire la trama che hai in mente. Ognuno di noi ha
desideri inconfessabili, di cui spesso si vergogna. La sfida è riuscire a scriverli, a
trovare la forma giusta per esprimerli e metterli nero su bianco. In modo del tutto
originale.
E la decisione di mettere tutto su Internet da dove nasce?
Avevo bisogno di un pubblico, di un giudizio. Per capire se quello che stavo facendo aveva
un valore per qualcuno.
Nessun critico si prende la briga di parlare del tuo libro se è solo un manoscritto. E
poi, anche se riuscissi a pubblicare, quanta fatica dovrei fare per vendere mille copie di
un mio libro! Invece, in due anni, sui miei siti e sui miei libri si sono fermate 300mila
persone. Un risultato ottenuto senza spendere una lira in pubblicità o in costi di
stampa.
E' cambiato qualcosa nel modo di scrivere storie erotiche rispetto al passato?
Qualche anno fa lo scrittore si fermava sulla soglia della camera da letto. Oggi ci entra.
L'importante, adesso, è raccontare come se ne viene fuori.
Internet è in grado di alimentare anche la creatività erotica?
Senz'altro. Visto poi che sono soprattutto le donne a contattarmi, chattando con loro
spesso sono riuscito a scoprire la parte oscura che si nasconde nella loro mente. E tutto
ciò mi offre spesso lo spunto per nuove trame, nutre la mia ispirazione. Tant'è vero che
ci sono persone che spesso si riconoscono nei miei personaggi "inventati",
perché la mia fiction ha sempre un fondo di verità.
Qual è il segreto del personaggio Abel Wakaam?
Avere qualche cicatrice nel cuore e sulla pelle. Ma la particolarità di Abel è che è
esattamente uguale a me: con l'esaltazione dei pregi e il parziale occultamento dei
difetti. Perché in realtà nessuno può reggere un personaggio che non è il suo. Se sei
egocentrico, come sono io, è difficile recitare a lungo la parte del timido.
E se provassimo per un attimo a immaginare un mondo improvvisamente senza Internet?
Impossibile: sarebbe la fine del mio personaggio. Per me oggi Internet è tutto, è la mia
prima vita. Se dovessi scegliere, sceglierei di vivere lì. Dà più soddisfazione della
vita reale. A ben guardare il virtuale non è certo meno reale del reale. Qual è la vera
differenza tra una vita su Internet e una no? Che nel virtuale riusciamo a essere quello
che vorremmo essere nel reale. Qui si può nascere mille volte, ma non si può morire. Per
me è un modo fantastico di sfogare i propri desideri. Anzi, credo che se tutti
imparassero a scrivere quello che passa loro per la testa avrebbero molto meno problemi,
qui fuori. La scrittura ti dà un senso di onnipotenza incredibile, sei tu a decidere
quello che avviene agli altri. Anche sotto le lenzuola. E poi vuoi mettere la bellezza di
un erotismo scritto rispetto a quello per immagini? Spesso è più eccitante, perché
lascia spazio alla tua immaginazione. Puoi scrivere anche la più grande porcata, ma se lo
fai con classe, senza volgarità, cercando anche le motivazioni psicologiche che spingono
a certe scelte, allora ti apprezzeranno.
Arianna Dagnino |